Benefici della pratica di Yoga Nidra

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Dalla tesi: YOGA NIDRA di Vito Perillo. (Tutti i diritti sono riservati).

Benefici per il corpo e per la mente

La pratica di Yoga Nidra è vista dai Maestri come strumento per crescere spiritualmente, ma ha soprattutto destato interesse, nel mondo occidentale, presso le istituzioni più aperte alle terapie olistiche, per le sue interessanti applicazioni nel trattamento dei disturbi psicofisici. Può infatti affiancarsi ai trattamenti tradizionali, rivelandosi molto efficace e versatile.

È un grande alleato nella cura del disagio psichico. Nel caso di stati d’ansia o di comportamenti nevrotici, le tensioni che si creano possono essere alleviate con la pratica di Yoga Nidra. Il tipo di rilassamento che si induce migliora il benessere psicologico, attraverso il contenimento dei sintomi più caratteristici, quali le palpitazioni, l’emicrania, le sudorazioni e i disturbi gastrointestinali di origine psicosomatica.
Queste tecniche si sono rivelate utili per i bambini con problemi di comportamento e di disadattamento, tipicamente nel disturbo di iperattività.
Possono essere di aiuto in caso di dipendenza dai tranquillanti e di depressione.
L’insonnia trova una valida terapia nella pratica di Yoga Nidra. Le persone sofferenti di insonnia cronica possono addirittura ridurre la posologia dei barbiturici fino a poterne fare a meno del tutto.
Molti credono che il fumo e l’alcol servano per rilassarsi. Le conseguenze, tuttavia, sono disastrose. Il vero rilassamento si può ottenere con Yoga Nidra escludendo, però, qualunque effetto collaterale. Anche bere una tazza di the, fumare o semplicemente sdraiarsi viene ritenuto rilassante, maquesto non basta, per rilassarsi occorre rimanere consapevoli.
In generale Yoga Nidra allevia il dolore. Perciò è consigliato in caso di disturbi cronici. Con questa pratica viene stimolata la ghiandola pituitaria, in grado di rilasciare potenti analgesici naturali. Esistono ormoni cerebrali endogeni simili alla morfina, detti endorfine ed encefaline. Pare che queste sostanze siano prodotte dalla ghiandola pituitaria in condizioni di stress estremo e siano molto potenti. Ecco come gli antichi yogi producevano da sé le proprie medicine.
Yoga Nidra – Vito Perillo 62
Studi condotti negli Stati Uniti hanno dimostrato l’efficacia dello Yoga Nidra in caso di dolore. È stato applicato durante il parto, in caso di forti emicranie e ulcera peptica, per citare solo alcuni dei casi di applicazione di questa terapia naturale.
In ambito geriatrico, può rivelarsi di aiuto per alleviare gli stati depressivi, il senso di isolamento, la paura del futuro.
Spesso, i pazienti psicosomatici soffrono della cosiddetta alexithymia, termine che si usa per indicare uno schema di pensiero rigido, l’incapacità di esprimere i sentimenti più profondi in modo appropriato. In questo modo, le emozioni represse vanno a sfogarsi in aree precise del corpo, dando origine all’ipertensione, all’asma, alla colite, piuttosto che alla psoriasi.
Con la liberazione di visualizzazioni e di immagini archetipali, le tensioni si allentano e si può raggiungere più facilmente uno stato di quiete.
Lo Yoga Nidra è stato usato, con risultati soddisfacenti, anche in oncologia. La posizione supina permette l’adattabilità a qualunque tipo e livello di sviluppo del cancro. La forza guaritrice può essere visualizzata dal paziente sotto forma di luce o energia diretta nel corpo fisico. È ciò che si chiama guarigione pranica. Il Sankalpa (la risoluzione che viene formulata con enfasi, mentalmente, all’inizio e alla fine della sessione) assume un ruolo determinante, permettendo di convogliare tutte le energie, tutte le risorse personali verso un obiettivo ben preciso, in questo caso verso la guarigione.
Lo psichiatra australiano, dott. Ainslie Meares, è riuscito a dimostrare la netta regressione del tumore in seguito alla meditazione. In generale, la pratica si affianca alle terapie mediche e, allo stato attuale, è difficile stabilire il ruolo preciso che la meditazione ha avuto nei casi di remissione completa della malattia oncologica. Tuttavia, i risultati a oggi disponibili sembrano incoraggianti da questo punto di vista.
Lo Yoga Nidra è di aiuto in caso di disturbi cardiovascolari. Allevia infatti la causa scatenante dell’attacco cardiaco, attraverso una regolazione del ritmo e della pressione sanguigna.
Le persone più esposte al rischio cardiovascolare appartengono in generale alla personalità di tipo A: sono spesso ambiziose, tese, di successo, a volte anche un po’ arroganti. Chi lavora troppo, chi segue ritmi di vita serrati, tende a mangiare e bere senza controllo, manca di esercizio fisico adeguato. Tutto ciò spesso si accompagna a eccessi di
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rabbia, frustrazione, collera, violenza. Questi tumulti emotivi tendono ad affaticare il cuore, rendendolo più vulnerabile. Viceversa, la pratica di Yoga Nidra induce un’attitudine mentale più pacata e rilassata, che aumenta la resilienza, la capacità cioè di gestire situazioni potenzialmente stressanti. Questo permette di agire su molte malattie psicosomatiche che emergono dalle tensioni muscolari e mentali quali diabete, asma, ulcera, problemi di digestione ecc.
Richard Miller, psicologo clinico e insegnante di yoga, ha messo a punto un protocollo, detto iRest, destinato a trattare disordini da stress post-traumatico, disturbi d’ansia, depressione e dipendenza da alcol e droga. Questo protocollo combina alcuni principi della psicologia sviluppata in occidente con tecniche che si rifanno alla tradizione orientale, tipicamente lo Yoga Nidra.Nel 2013 fu pubblicata una analisi dei risultati ottenuti con iRest dopo un periodo di applicazione della durata di otto settimane su alcuni studenti universitari.
I risultati ottenuti con questo esperimento suggeriscono che la pratica del protocollo ideato da Miller, basato sullo Yoga Nidra, sia efficace per aiutare gli studenti a gestire lo stress e possa rivelarsi terapia di supporto nei centri di igiene mentale. Si tratta di una terapia economica, eppure molto potente per alleviare la depressione e aumentare la consapevolezza.
Nel nostro tempo, l’incidenza dei disturbi cardiovascolari è aumentata, come diretta conseguenza dei ritmi stressanti di vita ai quali siamo sottoposti. La maggior parte dei pazienti ipertesi viene trattata con farmaci che devono essere somministrati per tutta la vita. Purtroppo, queste terapie hanno effetti collaterali. Perciò, tutto quello che riesce ad abbassare e a stabilizzare la pressione arteriosa, senza farmaci, è auspicabile. Ricerche condotte su pazienti sottoposti alla pratica di Yoga Nidra si sono rivelate molto interessanti.

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