Basteranno per aprire il nuovo centro yoga?

 

Sono passati diversi anni da quando ho iniziato a praticare lo yoga.

Avevo da poco iniziato una grande avventura: gestire un locale nell’ambito della ristorazione.

Avevo circa 25 anni e mi è stata proposta questa opportunità.

“Scusa stai dicendo a me? Proprio io??? Io dovrei gestire un locale a pochi metri da piazza Navona??? Da dove inizio?!?!

Decisi dopo notti insonni di salire su quel treno.
O meglio di fare un salto nel buio.

Ricordo ancora il primo giorno alle 6 del mattino del 23 ottobre 1998 quando percorsi la strada di via di Tor Millina.

Buia, completamente buia. Non so perché ma i lampioni erano spenti. Peccato che i telefonini non avevano ancora la funzione della torcia ahah :). Poco dopo è arrivato un signore che ha aperto la sua serranda proprio di fronte alla mia e grazie alla sua luce riuscii ad aprire. Fu lui la cavia del mio primo caffè fatto con una macinatura non proprio ideale. Dire che il caffè era imbevibile era un complimento. Gigi, l’amico “fruttarolo”, ha bevuto il caffè, lo ha sorseggiato, ha alzato gli occhi e mi ha detto “BUONO!”. Quanto ho apprezzato questa sua bugia nettamente palese. Grazie Gigi, che forza che mi hai dato. Che luce e punto di riferimento per i miei lunghi 11 anni in cui sono stato il tuo dirimpettaio.

Il locale da semplice bar si è evoluto nel tempo diventando camaleontico e trasformandosi ed adattandosi alle ore della giornata da bar a ristorante ed infine a pub. Tante soddisfazioni.

 

Devo il mio successo in quest’avventura allo yoga. Perché?

Quando ho aperto l’attività non sapevo nulla sullo yoga. Tutto è iniziato grazie ad un incontro casuale con una coppia conosciuta in vacanza. Entrambi frequentavano un corso di yoga e i loro racconti mi hanno incuriosito.

Tornato a Roma ho cercato un posto dove poter frequentare un corso di yoga e che fosse conciliabile con i miei orari.
Ho incontrato Paola, la mia prima insegnate di yoga, che con il suo modo gentile e semplice di insegnare mi ha fatto appassionare.

Soprattutto notavo che mi sentivo molto meglio dopo aver praticato. Più praticavo e più gli effetti diventavano duraturi. Dapprima poche ore e poi giorni. Tutto questo si ripercuoteva positivamente nella vita privata e sul lavoro.
L’attività era davvero stressante, ma subito dopo aver praticato ogni cosa assumeva un aspetto meno duro e faticoso. Tutto era più semplice, anche gli ostacoli più alti. Non vedevo l’ora di ritornare a lezione. Anche perché svaniti gli effetti dello yoga, super stressato dalla frenetica ‘attività, diventavo irascibile ed intrattabile. Tutto era più difficile. Se non fosse stato per lo yoga avrei lasciato subito l’attività.

Decisi così di incrementare la pratica.

Iniziai ad organizzare lezioni di yoga con amici.
Sostituire la mia insegnante se aveva qualche problema, finché mi ha proposto di iscrivermi al corso insegnanti di yoga.
“Ma come faccio? Lavoro quasi 15 ore al giorno! No no il corso dura 4 anni, troppo tempo. Gli esami quando li preparo. Il corso è nel week end, è quando c’è più lavoro…”

Nel frattempo la passione aveva preso il sopravvento. Mi sono iscritto!

Una forza più grande di me ha fatto la scelta.

Mi ritrovo catapultato in un mondo completamente diverso da quello lavorativo. I miei clienti erano increduli della mia scelta.

Lo ammetto, per un po’ sono rimasto indietro con gli esami ed ho impiegato più tempo degli altri a discutere la tesi (su YOGA NIDRA) e a diplomarmi.
Per l’esattezza sono stato l’ultimo del mio anno.

Nel 2010 ho deciso di scendere dal treno su cui ero salito per gestire l’attività di ristorazione, troppe tasse, nuovo ZTL, affitto più che raddoppiato, multe salate per i tavolini, concorrenza sleale ed anche voglia di fare altro.

Ne esco più abbattuto che mai. Dal 2009 in poi il locale cola giù a picco. Gli incassi irrisori non mi permettevano più di coprire neanche le spese ed in men che non si dica mi ritrovo ricoperto di debiti e con Equitalia alle costole fino ad oggi. Decido in piena stagione di chiudere. Saldo dapprima tutti i dipendenti, poi i fornitori. Ma tutto ciò che riguardava me proprio non ce la facevo. Gli interessi hanno fatto il loro decorso.

Depresso, afflitto, demotivato, non riuscivo neanche a ritornare a piazza Navona.
Non trovavo lavoro. E non riuscivo a pagare Equitalia.

In tutto questo decido di comprare il salvadanaio in foto. Prendo un’etichetta e scrivo “CENTRO YOGA” tanto il coinvolgimento, l’inclinazione personale ed il sentimento più che prendenti in me verso lo yoga.

Moneta dopo moneta il salvadanaio è pieno.

 

Basteranno per aprire il nuovo centro yoga?

2010-2017 questi gli anni che mi ci sono voluti per iniziare a rialzarmi dopo la caduta.

Una nuova forza ed una nuova energia mi pervade.
Non mancano dubbi incertezze e perplessità.

Sarà un centro bellissimo. Pieno di allievi e gente che vuole lavorare su di sé per migliorare il mondo e non continuare ad additare gli altri facendo notare ciò che non va.

Lo yoga è lavoro su se stessi, è pratica continua.

Mi accingo ad aprire il salvadanaio, i soldi non basteranno. Ok chiedo un prestito.

Guardo il presente.

Si apre.