Quando si inizia a praticare yoga, una delle prime indicazioni che può sorprendere è molto semplice: quando è possibile, respira dal naso. Ma perché? E bisogna farlo sempre?
La risposta breve è che nello yoga il respiro non è un dettaglio. È parte della pratica: aiuta a portare attenzione a ciò che stai facendo e a evitare di trasformare le posizioni in una semplice sequenza ginnica.
Perché nello yoga si usa spesso la respirazione nasale
Il naso è la via fisiologica principale della respirazione a riposo. L’aria inspirata attraverso le cavità nasali viene filtrata, riscaldata e umidificata prima di raggiungere le vie respiratorie inferiori. Nella pratica yoga, inoltre, respirare dal naso rende più facile osservare il ritmo del respiro senza inseguirlo o forzarlo.
Questo è un punto importante soprattutto per chi comincia: non si tratta di fare respiri enormi o di dimostrare di avere un grande controllo. Si tratta prima di tutto di accorgersi di come stai respirando.
Il respiro come indicatore dello sforzo
Durante una pratica di Hatha Yoga il respiro può diventare una specie di bussola. Se una posizione ti porta immediatamente a trattenere il fiato, irrigidire il viso o respirare in modo affannoso, può essere il segnale che stai chiedendo troppo al corpo in quel momento.
Ridurre l’intensità, modificare la posizione o fermarsi può essere più coerente con la pratica che cercare di resistere a tutti i costi. Lo yoga non è una gara e non richiede di arrivare alla forma perfetta di una posizione.
Respirare dal naso significa fare pranayama?
No. Prestare attenzione alla respirazione durante le posizioni non equivale automaticamente a praticare pranayama. Il pranayama comprende pratiche respiratorie specifiche, con tecniche, tempi e progressioni che è meglio apprendere in modo guidato.
Per un principiante è già molto utile imparare a riconoscere un respiro naturale, regolare e non forzato. Prima viene l’ascolto; le tecniche più specifiche vengono dopo, quando sono appropriate.
Bisogna respirare dal naso sempre e comunque?
No. Una regola utile non deve diventare un obbligo rigido. Raffreddore, congestione nasale, particolari condizioni respiratorie o altre esigenze individuali possono rendere difficile la respirazione nasale. In questi casi non ha senso forzare.
Se hai una condizione respiratoria o un dubbio medico, le indicazioni del professionista sanitario che ti segue vengono prima di qualsiasi regola generale di pratica.
Inspirare ed espirare: devo ricordare una regola per ogni posizione?
All’inizio no. Cercare contemporaneamente di ricordare posizione, allineamento, lato, inspirazione ed espirazione può trasformare la prima lezione in un esame.
Un insegnante guida progressivamente anche questo aspetto. Il principiante può concentrarsi su tre cose: non trattenere inutilmente il respiro, non forzarlo e osservare quando diventa meno fluido.
Il modo più semplice per capirlo è praticare
Leggere come si dovrebbe respirare è utile; sentirlo durante una pratica guidata lo è molto di più. Nel Metodo Yoganostress corpo, respiro e attenzione vengono integrati progressivamente, senza richiedere esperienza precedente o flessibilità particolare.
Le pratiche si svolgono a Roma, nella zona Monteverde–Gianicolense, in via Vittorio Spinazzola 52. Puoi consultare anche la pagina Dove siamo.
In sintesi
Nello yoga si respira spesso dal naso perché il respiro viene osservato e integrato nella pratica. Per chi inizia, però, l’obiettivo non è controllarlo perfettamente: è imparare ad ascoltarlo senza forzare. Se il respiro perde naturalezza, può essere il momento giusto per diminuire lo sforzo.
Non devi essere flessibile e non devi avere esperienza. Se vuoi capire come lavoriamo con corpo, respiro, mente ed emozioni, il passo successivo è scoprire il Metodo Yoganostress.





