Perché il suono arriva dove la mente non arriva

| Posted by | Categories: I Consigli di Vito

Ci sono momenti in cui parlare non serve.
Non perché manchino le parole,
ma perché la mente è già piena.

Quando sei molto sotto stress, succede questo:
ogni spiegazione rimbalza,
ogni ragionamento si incastra,
ogni tentativo di “capire” aggiunge solo rumore.

In quei momenti, la mente non ha bisogno di nuovi contenuti.
Ha bisogno di smettere di lavorare.

Ed è qui che il suono fa qualcosa di diverso.

Il suono non chiede attenzione.
Non va interpretato.
Non va seguito.
Non va “fatto bene”.

Il suono attraversa, le onde attraversano.

Arriva al corpo prima che tu possa decidere cosa farne.
Lavora sul respiro senza spiegazioni.
Allenta le tensioni senza istruzioni.

Per questo alcune persone, la prima volta, restano sorprese.
Non perché succeda qualcosa di strano,
ma perché succede qualcosa senza sforzo.

Non devi concentrarti.
Non devi rilassarti.
Non devi riuscirci.

Devi solo esserci.

In un periodo come gennaio, in cui il sistema nervoso è ancora carico,
il suono diventa una soglia gentile:
un modo per fermarsi senza passare dalla testa.

Nei prossimi giorni parlerò anche di questo tipo di esperienze.
Non come soluzioni miracolose,
ma come spazi in cui il corpo può finalmente fare il suo lavoro.

Se leggendo ti è venuta voglia di silenzio,
non è un caso.
È il segnale che qualcosa in te ha già iniziato a rallentare.

(Continua)

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