C’è un momento, prima o poi, in cui te ne accorgi:
anche rilassarti ti costa fatica.
Ti siedi sul divano, ma la testa corre.
Ti fermi, ma dentro non si ferma niente.
Provi a “staccare”… e ti senti quasi più agitato di prima.
E allora pensi:
“Ma che problema ho?”
Nessuno.
O meglio: nessuno di quelli che ti racconti.
La verità è che non siamo stanchi solo di fare.
Siamo stanchi di tenere tutto sotto controllo.
Di essere sempre presenti.
Lucidi.
Disponibili.
Funzionanti.
Il rilassamento, quello vero, non è spegnere il corpo.
È abbassare la guardia.
E questo, quando sei sotto stress da tanto tempo, fa paura.
Perché mollare il controllo significa sentire.
E sentire significa accorgersi di quanto sei stanco davvero.
Così rimani in una terra di mezzo:
non lavori più…
ma non riposi neanche.
Il corpo è fermo.
La mente no.
Il sistema nervoso resta in allerta, come se qualcosa dovesse ancora succedere.
E no, non si risolve “impegnandosi di più a rilassarsi”.
Quella è solo un’altra forma di sforzo.
Forse il punto non è fare qualcosa per rilassarti.
Forse il punto è creare le condizioni giuste perché il corpo smetta di difendersi.
Senza forzarlo.
Senza convincerlo.
Senza dirgli cosa dovrebbe fare.
Nei prossimi giorni continuerò a parlare di questo stato strano e comune:
quando il bisogno di fermarsi è chiaro,
ma il modo di farlo non lo è ancora.
Se ti riconosci, non sei indietro.
Sei esattamente nel punto in cui serve più ascolto che soluzioni.
(Continua)







