Quando rallentare diventa un’arte: il valore nascosto dell’antica bottega di impagliatura dei Fratelli Magnani

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Adriano e Roberto Magnani: il valore dimenticato delle mani, del tempo e delle cose fatte con cura

Viviamo in un tempo particolare. Tutto sembra progettato per farci andare sempre più veloce. Compriamo rapidamente, consumiamo rapidamente, ci liberiamo altrettanto rapidamente di ciò che non serve più e raramente ci fermiamo a osservare quanto questo modo di vivere stia cambiando il nostro rapporto con il tempo, con gli oggetti e perfino con noi stessi.

Per questo incontrare persone come Adriano e Roberto Magnani, che a Roma portano avanti da anni l’antica arte dell’impagliatura e del restauro delle sedie, lascia inevitabilmente spazio a una riflessione più ampia.

Il loro non è semplicemente un mestiere artigianale. È uno di quei lavori che sembrano appartenere a un’altra epoca, ma che forse oggi avrebbero ancora più valore di prima.

Osservare un’attività di questo tipo significa riscoprire qualcosa che stiamo lentamente perdendo: la capacità di fare le cose con calma, con precisione e con attenzione autentica.

Ogni intreccio richiede pazienza. Ogni movimento delle mani segue un ritmo preciso. Nulla può essere improvvisato. Nulla può essere accelerato troppo. Serve esperienza, concentrazione e soprattutto rispetto per il lavoro che si sta facendo.

Ed è curioso notare come proprio in attività apparentemente semplici esista una qualità che molte persone oggi ricercano continuamente senza trovarla: una sensazione di presenza totale.

Quando si lavora con le mani, quando l’attenzione è completamente immersa in ciò che stiamo facendo, accade qualcosa di particolare. La mente rallenta. I pensieri diventano meno invadenti. Il tempo cambia percezione.

Non è molto diverso da ciò che molte tradizioni antiche hanno sempre cercato di insegnare attraverso pratiche di consapevolezza, meditazione e ascolto interiore.

Esiste poi un altro aspetto profondamente affascinante nel lavoro dei fratelli Magnani: il rapporto con gli oggetti.

Oggi siamo abituati a sostituire quasi tutto. Se qualcosa si rompe, difficilmente pensiamo di recuperarla. Molto più spesso scegliamo di comprare qualcosa di nuovo.

L’artigianato tradizionale segue una logica completamente diversa.

Un oggetto non viene semplicemente usato. Viene rispettato. Riparato. Conservato. Riportato a nuova vita.

È un principio che, se osservato bene, parla anche del nostro rapporto con l’ambiente e con una sostenibilità che non dovrebbe essere soltanto uno slogan, ma una forma concreta di rispetto verso il mondo in cui viviamo.

Recuperare anziché buttare. Riparare anziché sostituire. Dare valore a ciò che già esiste.

Forse abbiamo bisogno di ricordare più spesso questi principi.

Ed è anche per questo che realtà come quella di Adriano e Roberto Magnani hanno un fascino particolare.

Perché ci ricordano che esiste ancora un modo diverso di lavorare, di creare, di utilizzare il tempo e di relazionarci con ciò che ci circonda.

Un modo forse più lento, certamente più consapevole, probabilmente più umano.

E in fondo, in un’epoca in cui tutto corre continuamente, riscoprire il valore delle cose fatte bene, con pazienza e con rispetto, potrebbe essere una delle forme di benessere più preziose che possiamo concederci.

Vito Perillo
Yoganostress

Impaliature Magliani (Paglia di Vienna)

Viale dei Colli Portuensi 144

00151 Roma

 

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